Milano Off Fringe Festival 2026: UNA “FIL” LUNGA… 10 ANNI!
Sono un traguardo non da poco, dieci anni: e, proprio questo, è l’anniversario che Milano Off Fringe Festival può fregiarsi di festeggiare con quest’edizione 2026 sul doppio fronte Milano/Catania.

Una storia bella, fatta di passione e tenacia – perché, nella vita reale, i “lieto fine” non sono elargiti da benevoli Fate Madrine, ma frutto di lavoro duro, strategico, intelligente e costante -; una storia in crescendo – un piovoso week end di ponte del 2 giugno, attorno allo storico locale La Stecca, nel quartiere Isola, 10 anni fa… e, ora, il Fringe pensato, voluto e poi caparbiamente e meticolosamente costruito da Francesca Romana Vitale e Renato Lombardo, a pieno titolo trova posto nel circuito internazionale dei Fringe storici, da Avignone ed Edimburgo, essendo riusciti a creare una rete capace di toccare tutti e cinque i continenti.
Come di consueto ai primi di ottobre – quest’anno, proprio dal 1° all’11 -, si è da poco conclusa la prima settimana di programmazione. Una trentina di spettacoli, in scena in una quindicina di spazi performativi in giro per una Milano, già congestionatissima dalla ripresa delle stagioni di tutti i suoi teatri, per non parlare di cinema, mostre e tutti gli altri eventi della (mo)vida culturale meneghina.
Complicatissimo far funzionare una kermesse del genere in una megalopoli dalle dimensioni e dai ritmi certo differenti dalle culle dei Fringe storici; eppure la solida rete di contributi (Comune di Milano e AEM), collaborazioni (SIAE), patrocini (vari Municipi), network nazionali (Piccolo Teatro di Milano, Zelig, Compagnia Motus, fra gli altri) e internazionali (29 Fringe in Europa e nel mondo), strutture e associazioni di rete (IsolaCasaTeatro, TeatRing…), scuole e istituti (Università Bicocca…), media partner (Radio Lombardia, PAC Paneacqua.net,,,) e partner tecnici (Liveticket…), ha consentito di strutturare una macchina, in grado di offrire una proposta artistica variegata (circo contemporaneo, clownerie, commedia, commedia dell’arte, drammaturgia contemporanea, rivisitazione dei classici, stand up comedy, teatro canzone/concerto, teatro civile, teatro di narrazione, teatro visuale/multimediale/di figura), accuratamente dettagliata sia dal libretto cartaceo, che, in maniera ancor più snella ed efficace, sul sito.

Impossibile fruire appieno dell’esorbitanza dell’offerta – ma, si sa, questa è proprio la cifra di ogni Fringe. Così, per questa prima settimana, la nostra scelta è caduta su storie di donne: “Rispost@ua” di Neda Neždana con in scena e alla regia Anna Bodnarchuk, “Un bravo ragazzo” di Valentina Diana, regia di Maurizio Bàbuin, in scena Mariagrazia Cerra, “Puttana” di Maura Pettorruso, regia di Mirko Corradini e performata da Beatrice Elena Festi e “E poi ci siamo sedute a guardare il mare” scritto e diretto da Marianna Esposito, in scena con Dominique Evoli e Francesca Ricci: tre monologhi e uno spettacolo senza parole, fra teatro di narrazione, drammaturgia contemporanea e, a suo modo, commedia. [le recensioni dei singoli spettacoli, cliccando sui titoli linkati].
Lo si accennava già: non è solo spettacoli, il Milano Off Fringe Festival. Giocando, fin dalla primissima edizione, fra l’appagamento emozionale che lo spettacolo dal vivo indiscutibilmente ingenera (col favorire, per sua natura, l’incontro e il confronto con l’altro) e la non meno prioritaria esigenza di sostenibilità economica (non si vuol relegare il teatro a un mero trastullo per benestanti e riconoscergli, invece, la dignità di lavoro, autonomo ergo retribuito), già nel giugno 2016, Renato Lombardo coniò il concetto di FIL, Felicità Interna Lorda, a riecheggiare il PIL Prodotto Interno Lordo. E non era solo la boutade di chi voglia inventarsi qualcosa di arguto per stupire, ma una concretissima buona pratica, che prevedeva un coinvolgimento attivo della cittadinanza – “Libertà è partecipazione”, cantava Gaber… Sono nati così i vari “Diventa Volontario”, “Ospita un Artista” o, ancora, il format “FIL Lo Studente in Giuria” – fortemente voluto e pazientemente curato da Francesca Romana Vitale – o, fronte esercenti, tutta una rete di convenzioni.

Fronte artisti, fare rete significa anche formazione/accompagnamento agli aspetti più squisitamente tecnici, burocratici e legali legati alla circuitazione degli spettacoli o alle sfide lanciate dall’intelligenza artificiale. Ed ecco che, ad ogni edizione, è stata individuata una sorta di quartier generale, con gli incontri mattutini fra le compagnie e gli operatori, nazionali e internazionali, tutti seduti in cerchio a sostenersi e a capire insieme cosa funzioni già e cosa sia ancor meglio perfettibile, quest’anno a spazioBACCA.
E, allora: “Tanti Auguri, Milano Off Fringe Festival per questi primi 10 anni!” Prossimi appuntamenti: mercoledì 7 ottobre alle 18 al Chiostro Nina Vinchi del Piccolo Teatro in via Rovello, per una carrellata su questi 10 anni e, da giovedì 8, ancora in giro per la città per gli spettacoli in scena fino a domenica 11 ottobre.


