AccompagnaMI a teatroMILANO OFF Frnge FestivalMIOff 2026

IL PICCOLO TEATRO DI MILANO FESTEGGIA I 10 ANNI DI Milano Off

Si è aperta con i festeggiamenti per il decennale, mercoledì 7 ottobre, la seconda settimana di Milano Off Fringe Festival 2026. Prestigiose, non sola la ricorrenza (non sono pochi, 10 anni, per una manifestazione tanto articolata e complessa, specie in una città così dispersiva e iper sollecitata, quale Milano è), ma anche la location: il Piccolo Teatro di Milano, gotha del panorama nazionale e fra i Partners del MiOff, a testimonianza del minuzioso lavoro di partnership portato avanti negli anni sul territorio.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante testo
Francesca Romana Vitale e Renato LOmbardo, ideatori e direttori artistici del Milano Off Fringe Festival,

 

Ad aprire le danze, Lanfranco Licauli, Direttore Generale del Piccolo Teatro di Milano. Arriva come un fregio quel suo cruciale, a definire il lavoro svolto dal MiOff  in questi 10 anni sul territorio, a riconoscimento appunto dell’importante lavoro di rete a respiro internazionale, che accomuna il MiOff all’intuizione – Teatro d’Europa -, imprinting vocazionale lucidamente voluto e perseguito da Paolo Grassi e Giorgio Strehler nel fondare il teatro di via Rovello. E poi la carrellata degli aneddoti, spettacoli, tappe, progetti, intenti – paure e desideri… – lunghi un intero decennio… 

A seguire, le testimonianze degli ospiti prestigiosi: da Kevin Charles Patterson (direttore del Fringe di San Diego, a ricordare cosa siano e come siano nati i Fringe, per poi riconoscere il più autentico the spirit of Fringe, nella passione, nell’amicizia, nella capacità di fare rete, ma anche nella macchina organizzativa del Fringe milanese, in grado di offrire, agli artisti in programma, occasioni di visibilità ben oltre i confini nazionali ed europei) al prof Paolo Dalla Sega (docente per il Dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nonché fondatore del MEC, Master in Eventi Culturali), solo per citarne un paio. Anche lui ha riconosciuto una sorta di “consanguineità” del Milano Off col Piccolo Teatro, individuabile proprio nell’intuizione della “diffusione” della cultura teatrale extra moenia – altri direbbero: fuori dagli spazi convenzionalmente adibiti -: quasi che la città fosse un organismo vivente (non a caso, ha ricordato come le sue principali vie di accesso vengano già comunemente chiamate arterie) e la cultura, il suo cuore pulsante. Citando il verso di Alberto Savinio: “Ascolta il tuo cuore, città”, ha chiosato sull’importanza non solo di portare il teatro fuori dai teatri, se si voglia esercitare un servizio (al) pubblico sempre più efficace, ma di creare politiche di raggiungibilità – quindi biglietti a costi calmierati, come i Fringe fanno, laddove manchino le condizioni di sostenibilità per la gratuità totale degli eventi.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante testo
Ai lati, gli ideatori/direttori artistici del Milano Off Fringe Festival, al centro il Prof Paolo Dalla Sega

È seguito poi un “secondo tempo” più istituzionale, moderato dalla giornalista Emanuela Carcano (pure nel CDA del Piccolo), a ragionare col Direttore Artistico Claudio Longhi e col drammaturgo Jacopo Giacomoni (proprio negli stessi giorni, il suo “Tacet” andava in scena al Piccolo Studio) sugli orientamenti della drammaturgia contemporanea, declinati nelle cifre degli artisti associati voluti da Longhi, in ottemperanza al suo disegno di direzione artistica.

Impossibile restituire in poche battute l’emozione, ma anche il giustamente motivato e  non celato orgoglio dei due Ideatori e Direttori Artistici, Francesca Romana Vitale e Renato Lombardo, di fronte a questo traguardo della loro “creatura”: 10 anni, 30 partner nazionali, 29 partner internazionali, 20 strutture di rete, 16 associazioni di rete, 6 scuole e istituti, 7 media partner, 6 partner tecnici e amici del festival, oltre al contributo del Comune di Milano e della Fondazione AEM, della collaborazione della SIAE e del patrocinio di 6 Municipi. 

Potrebbe essere un'immagine raffigurante televisione e testo
la giornalista Emanuela Carcano a ragionare col Direttore Artistico Claudio Longhi (al centro) e col drammaturgo Jacopo Giacomoni

E gli spettacoli? 55, per questa edizione (11 dei quali provenienti da una selezione internazionale), esplosi in 20 spazi in giro per la città. Fra questi, cinque quelli visti in questa seconda settimana (e di cui è possibile leggere la nostra recensione, cliccando direttamente sui titoli): “CASTAGNE MATTE” di Carlo Orlando e Denis Fontanari, pure alla regia oltre che in scena col cantautore Candirù a eseguire sua canzoni appositamente scritte per lo spettacolo (alle Orsoline di via Lanzone), “VIA DEI MATTI” scritto dell’anche regista Francesco Niccolini e dal pure interprete Marco Valeri (alla Società Umanitaria), “SIRENETTA” di Hans Christian Andersen, regia di Samuel Maverick Zucchiati e interpretato da Mattia Colombo (al Teatro Officine Puecher), “LIGHTS ON CHAPLIN” della francese Wahnsinn Compagnie (a QuartaParete) e “BIANCA COME I FINOCCHI IN INSALATA” testo e regia di Silvia Marchetti con in scena Andrea Ramosi (di nuovo alla Società Umanitaria).

Potrebbe essere un'immagine raffigurante televisione, redazione e testo

Dal 15 al 25 ottobre, il MiOff  “cambia pelle” e si sposta di latitudine, dando vita all’edizione gemella (sorellina, in realtà, essendo stata inaugurato solo nel 2022) Catania Off. Prima di salutare con un arrivederci alla prossima edizione, ecco gli spettacoli milanesi vincitori degli Awards assegnati durante Ceremony di domenica 11 ottobre – a conclusione delle repliche meneghine.